Porno Jazz
Come siamo finiti a parlare di pecorina? Ah si, giusto:
Ti dirò, è tanto che non guardo un film porno, quindi potrebbe pure aver ragione quel mio amico che l’altro giorno a colazione mi ha detto:
“Mi stai descrivendo un film porno del 2018”.
“In che senso, scusa?”.
“Questo sesso ideale che dici tu...non è un tuo gusto personale: è esattamente un porno di 8 anni fa”.
Ti dirò di più - ora i porno non iniziano nemmeno più così, con i preliminari, adesso si parte direttamente in medias res (o “a pecora” per citare il mio amico).
Messa così mi sa che s’è tiktokizzato pure il porno e i preliminari sono a rischio skip, quindi, via: tagliare: si parte subito a 90. Chissà se c’è qualcuno che li studia questi trend.
L’indice del rossetto ma per il sesso
Per dirti, nella moda esiste il “Lipstick Index”: l’indicatore economico che interpreta le crisi socioeconomiche osservando le vendite dei cosmetici. C’è recessione? La gente non spende duemila euro per una borsa, preferisce gratificarsi con piccoli lussi. Ed ecco che i rossetti premium impennano.
C’è qualche studio simile per i trend su Pornhub? Chessò, magari l’impennata delle MILF ci dice qualcosa sul fatto che i trentenni di oggi, avendo zero potere d’acquisto, fantasticano su una donna matura, emancipata e col mutuo estinto? In effetti qualcosa del genere c’è: in un saggio intitolato “Economia libidinale” il filosofo Jean-François Lyotard analizza il processo di domanda e risposta imperniato sulle pulsioni libidinali però posso dirti?
Non abbiamo tempo di leggerlo - oggi abbiamo veramente tante cose di cui parlare tipo:
I fiori comprateli da sola
Secondo l’Osservatorio Ufficiale della mia Fiorista di riferimento il 90% dei suoi acquirenti sono donne che si comprano i fiori da sole.
“Anche a San Valentino?”
“Sì, anche a San Valentino.”
Nessuno dà più attenzione alle piccole cose, dice lei, ed è così che gli uomini non regalano più i fiori alle donne.
Vabbè, donati o meno registriamo il fatto che sabato scorso (San Valentino NDR) i fiori fossero tutti finiti e chi scrive non ha potuto rientrare nella statistica comprandosi il consueto mazzolino del weekend.
Il mondo ha continuato a girare lo stesso pure senza i miei fiori in casa se ve lo steste chiedendo, confermo.
Ma andiamo oltre.
Il KPI dell’abito da sposa
“Possiamo sfatare il mito del pianto davanti all’abito da sposa?”
Questa è la domanda che ho fatto alle sarte dell’atelier per spezzare l’atmosfera (mia sorella stava odiando TUTTI gli abiti che aveva provato)
Risposta: NO. Le future spose vogliono “Sentire le campane” davanti allo specchio.
E se una scegliesse semplicemente l’abito carino, niente effetto wow, semplicemente: ti sta bene? Niente da fare. L’indicatore massimo a cui tutte ambiscono è il pianto, è così capisci che hai trovato lui, il tuo abito.
Ti giuro mi affascina moltissimo il fenomeno di questa ricerca - quasi eroica - di un vestito. E mi chiedo chissà se a qualcuna è successo di piangere in camerino quando ha trovato - finalmente - il suo perfetto paio di jeans.
Ok ora seguimi che facciamo un bel salto per attraversare il fiume e raggiungere la riva opposta:
Un mondo di single
Così titola Internazionale e così sento ripetere nella mia bolla da mesi e mesi: siamo tutti single e “trovarequalcuno®” non è mai stato così difficile.
A parte che le due cose sembrano contraddirsi (a logica doveva essere più difficile accoppiarsi quando i single erano meno, no?).
In più sarà che ho rivisto di recente Sex and the City e posso dirti? Nel 1998 i discorsi erano gli stessi e tanto facile non era nemmeno allora se per accoppiare le 4 protagoniste ci hanno messo 6 stagioni e 2 film (il sequel apocrifo non consideriamolo nemmeno, dai).
Però mi son detta: oh, se ne parla persino Internazionale un problema forse davvero c’è. Così sono andata dalla mia edicolaia di riferimento (lei - a differenza della fiorista - non ha opionini) e l’ho preso.
L’articolo - a parte citare per lo più dati e abitudini da Giappone e Corea del Sud (il che è strano se si vuole descrivere un fenomeno occidentale) porta a supporto un vago: “La percentuale di single è raddoppiata negli ultimi cinquant’anni negli Stati Uniti”. Il che sembra plausibile però posso dirti? Mi aspettavo qualcosa di più.
Infatti rimango della mia idea: la vera differenza tra oggi e il 1998 non è che sia più o meno difficile incontrare qualcuno, quanto il fatto che allora non avevi trenta contenuti al giorno che analizzavano la questione, sempre con una nuova teoria. Non c'erano reel, non c'erano i podcast, non c'era le newsletter su Substack (ops).
Avevi al massimo l'amica che ti diceva che gli uomini fanno schifo e poi si passava ad altro. Adesso invece se l'algoritmo ha deciso che sei nel target "dating difficile" te ne manda a valanga.
C’è anche altro eh, come sostiene quel mio amico là (sempre lui, il massimo esperto di porno): siamo ossessionati dal passato. Abbiamo il feticcio di un’epoca ideale in cui (crediamo) si stesse meglio. In cui c’erano più preliminari, più fiori, più matrimoni e più appuntamenti, più romanticismo.
E il futuro? Chi ne parla del futuro?
Vabbè, di certo non io, che sono ancora ferma a un porno del 2018.
Pensa te.
Abbiamo una canzone che non c’entra niente o forse sì? Ebbene sì, l’abbiamo ed è una chicca sognante un po’ nostalgica: What Does it Take di Milijon.
Mi sento di dichiarare pubblicamente che dopo anni di onorato servizio con tanto di Fantasanremo e viaggi all’estero per raggiungere gruppi di ascolto quest’anno NON seguirò Sanremo.
Al prossimo lunedì,
Carlotta









Ma perché devono essere uomini a regalare fiori a donne o donne a regalare fiori a sé stesse e non persone che regalano fiori a persone e persone che ricevono fiori o se li comprano?
A me piacerebbe ricevere fiori in regalo, anche a San Valentino, ma nessuno ci ha mai pensato. Mia moglie non me li ha mai regalati. Io non me li compro, ma vado a cogliermeli da soli passeggiando nella nautra.
Ciao Carlotta molto piacevole questa tua newsletter di oggi. Mi é tornata in mente la mia ricerca dell'abito da sposa poco meno di 10 anni fa, a 40 anni passati e in compagnia di due amiche. Tre esemplari di donne "attempate" e scazzatissime che non avevano nessun interesse per tutta la manfrina dell'abito perfetto. Personalmente avevo solo due criteri irrinunciabili: non volevo sembrare una meringa, non volevo assomigliare a una mongolfiera con il velo. Ne ho provati due, al terzo ero giá stufa, ho scelto il piú semplice e il meno peggio. Se tornassi indietro andrei a sposarmi in jeans e scarpe da ginnastica perché nessuno ti dice che poi il giorno del matrimonio con la palandranna addosso il tuo novello sposo dovrá accompagnarti a fare la pipì. Un abbraccio ed evviva le donne che si comprano i fiori da sole! PS se vuoi leggere una cosa fatta bene sulla singletudine, ti consiglio Smettete di dirci che non siamo felici di Antonella Grasso