Prendetevela con lui
Perché siamo single, perché l'arte fa schifo e perché l'Occidente è spacciato. Intervista a Vincenzo Profeta.
Ti dirò, quando ho scritto su Instagram la prima volta a Vincenzo Profeta lui mi ha risposto che quelle come me gli stavano sulle palle. Per quelle come me intendeva le palermitane. Ma io sono di Brescia. E lui palermitano.
Nonostante l’inizio difficile in qualche modo ci siamo capiti. Così è iniziata una sporadica ma intensa corrispondenza via direct fatta di spam di articoli e libri (suoi) e risposte polemiche alle sue stories (mie). Infine culminata nel mio inserimento nel gruppo più underground e delirante di whatsapp - ma di questo parleremo un’altra volta.
Mi sono detta: perchè tenere questa esperienza mistica solo per me? Così ho intervistato Vincenzo Profeta - redattore de Il Nemico e scrittore, artista visivo e co-fondatore del Laboratorio Saccardi - per voi.
Carlotta: Parto io con una profezia: i libri così come li conosciamo scompariranno. E sarà tutta colpa (merito?) dell’AI.
Vincenzo: Io spero di no. Spero che l'AI e i libri coesistano, che si trovino dei compromessi per proteggerli. Perché fondamentalmente l'AI quello che sa l'ha imparato da chi? Dai libri che abbiamo scritto noi e caricato su internet. Lei li legge, fa una sintesi e le ripropone. Però non è la stessa cosa. L'AI è un archivio paradossale con una facoltà di scelta in base a degli algoritmi. Sta diventando sempre più avanzata, una specie di "Io", ma basato sull'idea che si è fatta di te. Però le manca il corpo. Può fingere, perché è mimetica. Ma non vive, è un'altra cosa. L'intelligenza artificiale in questo momento è in grado di scrivere un libro tecnicamente perfetto. Ma non è in grado di vivere l'esperienza. È quello che fa lo scrittore: vivere l'esperienza.
Carlotta: Supponiamo però che la mia profezia si avveri: a quel punto il focus sullo scrittore cambia, dal libro all’esperienza, no?
Vincenzo: Il libro è solo l’ultima parte, forse la parte più “schifosa” del processo. Quindi sì, può essere che cambi l’equilibrio, ma io auspico che non spariscano i libri anche perchè la lettura stessa è un atto carnale. Attraverso il libro, la parola scritta ti dà delle sensazioni, delle emozioni. La scrittura è bella perché dai un input a una persona, quella persona ci proietta tutte le sue sensazioni sopra e te lo rielabora. L’AI invece ti dà una media. Magari in futuro si creerà un mercato di nicchia. Libri garantiti scritti soltanto da esseri umani. Diventa più pregiato, te lo compri perché è “bio”, senza intelligenza artificiale.
Carlotta: E l’arte invece?
Vincenzo: Guarda, in questo momento non voglio dipingere perché mi rompe i coglioni, la trovo una cosa stupida che fanno tutti. Il mondo dell’arte è cringe. Gli anni di benessere post-guerra hanno trasformato tutti in artisti. L’artista vero è un ricercatore, alla ricerca del nuovo. Non stimo le persone che fanno arte adesso, lo trovo un mestiere degradante. Anche quello dello scrivere è degradante, però lì mi esprimo di più perché è un mondo che conosco meno. L’arte è arrivata alla frutta, le immagini sono ovunque. La tecnica è talmente avanzata che tutti possiamo fare foto e video.
Carlotta: Quindi cosa si salva? Fellini diceva: “Per me l’unico metro di giudizio dell’arte è: quell’opera emana vitalità”.
Vincenzo: E Federico Zeri diceva che per capire se un’opera è effettivamente arte devono passare almeno 100 anni. Sul momento non la puoi giudicare. Quello che ti lascia un’opera sul momento dice più di te e del gusto a cui sei educata che dell’opera in sè. Un altro discorso invece è il successo mainstream, il grande successo, che non c’entra niente col valore dell’opera. Il mercato decide di speculare su una cosa in base a cosa c’è bisogno oggi. C’è bisogno di una Carlotta vestita col maglioncino a strisce con gli occhiali che fa un po’ l’intellettuale? Se arrivi nel momento giusto, ti prendono. Poi si rompono i coglioni e ne arriva un’altra.
Carlotta: Ma andiamo sul romantico. Una volta hai detto “l’amore è una grazia”, in che senso?
Vincenzo: È una grazia poterlo cercare. Potersi innamorare di quella persona, quello è un avvenimento eccezionale. Se sei innamorato veramente sei imbattibile e rendi quella persona imbattibile. È una grazia divina, un tocco divino avere questa fortuna. Anche se non sei corrisposto, è già una piccola grazia perché ti vivi quella cosa. L’amore è una concentrazione di energia sessuale nuova. Se ti concentri su una persona e fai l’amore con quella persona, è un plus nella tua vita. Quella cosa lì è una grazia, soprattutto per l’amore della coppia monogama che ormai sta scomparendo.
Carlotta: Oddio, in che senso sta scomparendo?
Vincenzo: Il futuro probabilmente sarà del poliamore. La vera perversione sarà la coppia monogama, sarà qualcosa di elitario. L’amore esclusivo non ci sarà più. O meglio, sarà sempre meno. Al capitalismo conviene che tu abbia più partner possibili, che non abbia una famiglia ben stabilita, che la famiglia sia allargata o liquida. Al capitale serve che tu non sia innamorata. Perché l’innamorato ha dei costi più alti per la società e consuma neno. Per questo siete tutti single.
Carlotta: Avrei potuto dirlo a mia zia alla cena di Natale: sono single perché lo vuole il Capitale. Scommetto che la colpa è delle donne single, indipendenti, brutte e cattive - hai notato che voi maschi ultimamente non fate altro che lagnarvi per 4 femministe?
Vincenzo: Sì ok, le femministe tossiche sono una minoranza e nel movimento ci sono voci interessanti tipo Camille Paglia, la conosci? (No, non la conosco ma poi approfondirò NDR). Però quella minoranza fa più rumore e condiziona tantissimo l’opinione pubblica. C’è un martellamento costante. Gli uomini sono profondamente inibiti da questo. Tu dici che ci lagniamo e basta, ma c’è persino la legge che ci rema contro. Guarda ad esempio la normativa sul consenso. Quando mai le donne ti danno il consenso esplicito? Non ha senso, le donne non ragionano così. Se tu non te lo prendi, non succede un cazzo. E poi certo devi saper gestire il rifiuto. Ed è vero che le generazioni precedenti hanno viziato i maschi che non sanno accettare la sconfitta. Però così demolisci il maschio alfa, ma se lo demolisci la donna non si eccita più, diventa triste, il mondo diventa un casino e non figlia più nessuno. C’è un sistema che ha deciso che questa generazione deve riprodursi di meno. Infatti l’Italia è un paese ridicolo dove i single aumentano, i figli non li fa più nessuno perché si è diffuso il modello che il figlio non è figo.
Per queste e altre opinioni forti, c’è la newsletter di Vincenzo anche qua su Substack:
Carlotta: Aspetta però, prendi la Francia, dove hanno fatto delle politiche serie per la natalità: i numeri sono ben diversi da quelli italiani. Non puoi dare tutta la responsabilità al fatto che “fare i figli non è più di moda”.
Vincenzo: Anche in Francia ci sono gli stessi problemi, in tutta Europa viviamo in una crisi testosteronica. Dove la concentrazione di testosterone è più alta ci sono altre cose: la Cina è mascolina, la Russia è mascolina. Perché ha vinto Trump? Perché gli americani si sono rotti i coglioni di essere f****
Attenzione: qui sul più bello - proprio dove sarebbe caduta la scure della censura implacabile della sottoscritta, squilla il telefono di Profeta. È una ragazza, lui le risponde “No ma aspettami, una mezz’ora e ci sono. Come dici? Oggi no? Dai allora domani…ti faccio vedere un mosaico…è un mosaico segreto” Scusa dicevamo?
Carlotta: No niente, ammiravo la tecnica di seduzione col mosaico. Andiamo in chiusura. Secondo te tutti - potenzialmente - possiamo essere profeti?
Vincenzo: Sì, sì beh se ci provi prima o poi qualcosa la indovini, però è doloroso essere profeti, vedere le cose prima degli altri come Cassandra nessuno ti crede ti danno per pazzo e poi quando si avvera tutto si pentono - ah abbiamo sbagliato a uccidere quello là.
Carlotta: Se promettiamo di non farti nulla di male, ci lasci con una profezia?
Vincenzo: La mia è una speranza più che altro, che l’Europa e l’Occidente si riprendano il testosterone che ci rimane. È giusto che le donne abbiano la possibilità di scegliere la carriera e di non seguire l’istinto materno, ma se questa eccezione diventa la regola imposta dalla propaganda, la società implode. E non ci più puoi fare un cazzo.
Abbiamo una canzone che c’entra niente o forse sì? No, a questo giro non ce l’abbiamo. Così ti propongo una canzone ispirata all’ultimo libro di Vincenzo, “Viola”. Adesso, spiegarti cosa c’entra un libro, un album (“Non fare domande”) e il fatto che questo album sia pubblicato da una Rivista (Il Nemico by GOG Edizioni) mi sembra bello complicato, quindi niente, ascoltala e basta, la canzone è una hit:
Intanto sto inviando questa Ti dirò dal treno per Paris, fuori dal finestrino c’è la neve e sto recuperando in grande ritardo l’ultimo album di Marco Castello. Tra un’oretta arrivo e inizia il mio gennaio parigino. C’est magnifique.
Ah, com’è questo format interviste? Vi piace? Magari poi lo rifacciamo.
Al prossimo lunedì,
Carlotta







Ah quanto mi piace questo format … e quanto mi é piaciuto questo incontro di voi due belle menti. Grazie.
Vincenzo MOLTO intelligente, mi piace!